Baglio Basile
Da Visitare

Marsalatop
l'antica Lilybeo, è città d'arte e cultura. Le sue origini risalgono alla distruzione dell'Isola di Mozia (397 a.C.) ad opera di Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Nel centro storico s'impone il barocco degli antichi palazzi che testimoniano le diverse dominazioni succedutesi nel tempo. Di Garibaldi e dei Mille si conservano preziosi documenti nel Complesso San Pietro, il cuore del quartiere ebraico. Da visitare la pinacoteca del Carmine, il museo degli Arazzi fiamminghi e la chiesa di San Giovanni al Boeo, con la Sibilla. Lungo il Cassero, teatri e chiese: fede e folclore insieme.




Mazara del Vallotop
Emporio marinaro fenicio e poi romano, fu conquistato dagli Arabi nel 827 e conobbe un periodo di grande splendore del quale ne sono testimonianza il Centro Storico, che mantiene immutata la originaria impostazione islamica con la sua "Kasbah", fatta di viuzze, stretti vicoli e cortili pittoreschi e la chiesetta arabo normanna di San Nicolò Regale posta sulle sponde del Porto canale sul fiume Mazaro. Sede del primo Parlamento d'Europa e del Vescovado fra i più antichi della Sicilia, la Città, che oggi conta oltre 55mila abitanti, ricca di numerosissime chiese tra le quali la splendida Basilica Cattedrale con i suoi affreschi del Gagini, San Michele, Sant'Ignazio, San Francesco, Santa Veneranda e la normanna Madonna dell'Alto.




Selinuntetop
L'originalitàdel centro storico di Castelvetrano è data dal sistema delle piazze principali, tra loro comunicanti, che si articolano in un suggestivo gioco di effetti scenografici ripetuto a distanza. Dal Gotico al Rinascimento, al Barocco, al Neoclassico, la città è ricca di monumenti ed opere d'arte, fra le quali spiccano le spettacolari decorazioni dei Ferraro nelle chiese di San Francesco, San Domenico e alla Madrice. Fondata da coloni della vicina Megara Hyblaea nella seconda metà del VII secolo A.C., la città si alleò prima con Cartagine e poi con Siracusa; dopo oltre due secoli di prosperità fu distrutta da Segesta con una violenza che conosce pochi precedenti documentali nel mondo antico. Rasa completamente al suolo da Roma dopo la prima guerra punica, conobbe una progressiva e inesorabile decadenza. Riscoperta e scavata nel XIX secolo, offre paesaggi di grande suggestione, soprattutto quando non è troppo affollata da turisti. Da visitare sono in particolare l'acropoli dove si collocano il tempio G dedicato ad Apollo, il tempio C ad Afrodite, il tempio B e gli edifici A ed O dedicati a Castore e Polluce e il tempio F. Notevole importanza ricopre anche il santuario della Malophoros dedicato a Demetra, oggetto di pellegrinaggi nei secoli.




Alcamotop
I principali monumenti e le opere d'arte più importanti si concentrano dentro il centro storico della città che si sviluppa a nord e a sud del Corso stretto, Corso VI Aprile. Il Castello dei Conti di Modica costruito dai fratelli Federico ed Enrico Chiaramonte intorno al 1350 ebbe funzione di fortezza a difesa dell’insediamento feudale. La Chiesa di San Tommaso costruita intorno al 1450 è la più importante costruzione gotico-catalana della Città. Nella Basilica di Santa Maria Assunta, edificata nel 1331 si custodiscono numerose opere di grande valore artistico e storico, gli affreschi e i dipinti del fiammingo Borremans, il Crocifisso di Antonello Gagini e la statua della Madonna dei Miracoli patrona della Città realizzata da Lorenzo Curti. La chiesa di San Paolo e Bartolomeo alta espressione del barocco alcamese.




Ericetop
Ad Erice storia e cultura testimoniano tre millenni di civiltà con segni indelebili del loro scorrere: il più fiorente santuario dell'antichità dedicato ad una dea mediterranea della fecondità e dell'amore; le mura elimo-puniche datate dall'VIII al VI secolo a.C. ancora a protezione della città; il castello del magistrato normanno; l'urbanistica del centro autenticamente medievale, con chiese e monasteri del XIII e XVIII secolo. Oggi Erice è nota come la "città della pace e della scienza" perchè sede del Centro di Cultura Scientifica "Ettore Maiorana" diretto dal Prof. Antonino Zichichi. Importante centro turistico e di soggiorno su un'altura isolata. Sorta sul luogo dell'antica Erice, centro religioso degli Elimi, famoso per il suo tempio a Venere Ericina, fu contesa da Siracusani e Cartaginesi fino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C. Chiamata Gebel Hamed durante l'invasione araba, riacquistó parte della perduta importanza nel XII sec. e seguì poi le sorti politiche dell'isola. Rimangono ancora molte testimonianze medievali e parte delle antichissime mura. Fra i monumenti, notevoli sono la Chiesa Matrice (sec. XIV), dedicata all'Assunta con interno rifatto nel secolo scorso, il Castello Medievale (XII-XIII sec.) con i resti del tempio e il Palazzo Municipale, sede di una biblioteca e del Museo Cordici, con reperti archeologici della necropoli ericina, tra cui una testa di Afrodite del IV secolo a.C. Caratteristiche sono le sue "strade acciottolate" e le strette "vanelle", passaggi così stretti, cioè da permettere il transito di un solo uomo (anche per motivi di difesa durante le invasioni). Oltre alle strade, l'aspetto tipicizzante e più noto della cittadina, sono i "cortiletti", quasi tutti fioriti e dotati di piante in una straordinaria coreografia di colori e fragranze, con la precisa funzione di dare spazio, aria e vita alla famiglia ericina che, un pò sull'esempio di quella araba, svolgeva al suo interno varie attività. Oggi Erice ospita il Centro Internazionale di Cultura scientifica Ettore Majorana e manifestazioni culturali di alto profilo e rinomanza internazionale. Interessante è la Processione del Venerdì Santo e quella dei Personaggi durante la festa di Maria Santissima di Custonaci.




Isole Egaditop
Gruppo di isole al largo della costa trapanese, interessanti per i loro mari cristallini e per il loro patrimonio paesaggistico, che la recente istituzione ha dichiarato Riserva marina. Le isole principali sono Favignana, Levanzo e Marettimo. Favignana la più grande dell'arcipelago, ha radici che affondano nel mito: qui navigarono Ulisse ed Enea e vi approdarono dopo i Fenici. Nei suoi mari si svolse la decisiva battaglia navale tra Romani e Cartaginesi, risoltasi a vantaggio dell'Urbe. Sotto gli spagnoli, austriaci e borbonici, divenne un luogo ideale di isolamento per i prigionieri; il suo sottosuolo ha fornito tufo con cui sono state edificate intere città siciliane. Importantissima è la sua tonnara e la relativa pesca del tonno detta Mattanza. Nell'isola si possono visitare l'area archeologica con i Bagni romani, il quartiere barocco di S. Anna nel borgo di Favignana, gli stabilimenti della tonnara e le splendide spiagge: da Cala Azzurra a Lido Burrone, dallo Stornello a Punta Sottile. Per quanto riguarda Marettimo possiamo descriverlo come un monte in mezzo ai flutti, un universo dove gli abitanti non hanno voluto alberghi (anche se ospitano volentieri i turisti nelle loro case) e dove i pescatori hanno barche che ricordano le navi vichinghe: questi i tratti salienti dell'isola più occidentale delle Egadi. Grandi, spettacolari scorci paesaggistici e natura selvaggia sono la cifra di un soggiorno in questo luogo, in un ambiente primitivo dove il mare fa sentire il suo respiro.




Trapanitop
Capoluogo di Provincia della Sicilia, centro commerciale-industriale e attivo porto. Di antica origine, fu Drepana per i Greci, a causa della sua forma falcata, poi villaggio dei Sicani dipendente da Erice, della quale fungeva da porto. Importante base navale e piazzaforte dei Cartaginesi, nel 241 A.C. fu conquistata dai Romani. Dal medioevo ai nostri giorni ha seguito le sorti dell'isola. Costituita da una parte antica ed una moderna, conserva pregevoli monumenti quali la Basilica dell'Annunziata (XIV sec.), con una preziosa statua trecentesca della Madonna, un prezioso arco del Gagini e una pregevole cancellata; le chiese di Santa Maria di Gesù (XV sec.), di San Domenico, la Chiesa del Collegio (XVII sec.), la Cattedrale (XVII sec.), la Chiesa di Sant'Agostino (XIV sec.), la Chiesa del Purgatorio dove sono custoditi i venti gruppi sacri dei Misteri di Trapani; fra i palazzi importanti ci sono quelli del Municipio e la Casa Ciambra. Interessanti sono il Museo Nazionale Pepoli, comprendente raccolte di archeologia, scultura, pittura e arti minori e la Biblioteca Fardelliana. Da visitare è anche il Mercato del pesce, dove tra grida di pescatori e la confusione della folla si svolge la caratteristica vendita di pesce fresco. Importante è anche la visita alla Riserva Naturale delle Saline, dove la coltivazione del sale, area in cui il mare si confonde con la terra, crea un unicum ambientale e paesaggistico di grande valenza culturale. Tra le manifestazioni importanti si ricordano la Processione dei venti gruppi sacri dei Misteri il Venerdì Santo, il Luglio Musicale trapanese e la Sagra del Tonno.




Calatafimi - Segestatop
Le origini della città di Calatafimi, sono innegabilmente legate alle origini del suo castello, posto su di un colle che sovrasta l'intero paese. I ruderi che oggi rimangono inducono a pensare che sia una ricostruzione del XII secolo, su un precedente castello più antico, eretto dagli arabi verso il trentennio del IX sec. e nei tempi ampliato e rimaneggiato. Tra i monumenti principali ricordiamo la Chiesa Madre dedicata a San Silvestro Papa, la chiesa da San Michele, la chiesa della madonna del Giubino recante all'interno, in altorilievo marmoreo, l'immagine della Patrona del paese, e la chiesa del SS. Crocifisso. Un museo all'aperto: tale è il medievale quartiere Borgo, oggi disabitato, originario nucleo residenziale del Paese. Sul colle di Pianto Romano si erge l'Ossario, opera di E. Basile, ai caduti della battagli del 15 maggio 1860 che Garibaldi e i Mille vinsero contro i Borboni. Le origini di Segesta si perdono proprio nella notte dei tempi. In perenne conflitto con Selinunte per questioni di confine - una lotta al termine del quale Selinunte soccomberà - distrutta da Agatocle perchè appartenente all'orbita politica cartaginese, ricca in età romana anche in virtù della vicinanza con il porto di Castellammare, oggi conserva le vestigia del suo antico splendore in un'area archeologica ancora in parte da indagare. Tra i più bei reperti che l'antichità ci abbia restituito si eleva, intatto sullo sfondo di un paesaggio incontaminato, il Tempio dorico, esastilo, databile all'inizio del V secolo A.C., che costituisce un autentico mistero per gli archeologi. Sulla vetta del monte Barbaro sorge il Teatro, databile al III secolo A.C., dove di recente scavi compiuti hanno riportato alla luce, al di sotto della scena, un abito datato al X-IX secolo A.C.




Campobello di Mazaratop
Fondata nel 1623 da Giuseppe Caracciolo di Napoli, sorge a circa 100 metri sul livello del mare in una zona pianeggiante, ricca di uliveti che va dolcemente degradandosi sino al mare. Vi si accede dall'autostrada Palermo- Mazara del Vallo mentre un'ottima viabilità interna permette l'accesso nelle vicine Mazara del Vallo e Castelvetrano Selinunte. Zona di rinomato interesse archeologico per le "Cave di Cusa", cantiere da dove vennero estratti i blocchi di pietra per la costruzione dei templi Selinuntini.